di questi giorni,che sembrano così normalmente uguali,di questo sole e di questi rari giorni così raggianti e limpidi,di quest'estate catalogata come ogni altra estate;magari,anzi,sicuramente me ne ricorderò.e magari anche delle lezioni di chitarra,come soprattutto quella di oggi,a suonare con un esponente di simpatia piuttosto calvo di,credo,grandissima qualità,in una stanza di via bobbio,nel quasi-centro di genova,con la finestra aperta attorno a tutto quel "vecchio" che poi vecchio non è,e poi uscire,andando contro l'asfalto impercettibile e soprattutto contro il cielo,tondo e quasi bianco da tanto è blu.lucido.con gli accordi in testa,attraversare ed aspettare l'autobus fuori il perimetro dell'ombra,dentro la bolla circolare e non piena del sole,appositamente.e fumare.e gli accordi nelle orecchie,normalmente regolari,e poi altrettanto normalmente sbalzati di una tonalità maggiore.rugosi.dei negramaro.che ho iniziato ad ascoltare per l'intuizione che rappresentino piuttosto pienamente la parte sana e friggente del sud,il modo godereccio e stravaccato dei giovani salentini,con negli occhi l'amore,il vino,le risate,e nient'altro;e che riescano a portare in tutt'italia questo mondo,così semplice e così strabiliante,che magari qualcuno riuscirà a cogliere.così,grazie anche al fatto che ho fissato questi ricordi così freschi,magari mi ricorderò di come sono ora,come adesso mi ricordo di come sentivo l'estate a cinque anni,di come era tesa la mia pelle,di come percepivo e ingurgitavo la musica,i visi,gli atteggiamenti.come ricordo quelle cose così lontane e così incredibilmente uniche e inviolabili,che sono senza dubbio molto più numerose e complicatamente più piene e particolari,magari mi ricorderò di questi anni,di questo sole che reputo pazzesco,dei miei capelli più corti e con più riflessi,così simili a quelli a che avevo da bambina,di come mi sembrino pittoreschi gli scenari più urbani,di come mi senta sfigata e fortunata a vivere in campagna,di quanto trovi così stupidamente affascinanti i ragazzi più grandi,e di come mi stupisca il fatto che solo i ragazzi salentini o comunque meridionali abbiano i denti così bianchi e con inevitabili spazi,più o meno geometrici,tra essi.(è un qualcosa di sconvolgentemente bello).mi ricorderò di questo e di tutta questa allegria naturale,che non corrisponde ad alcun evento particolare della mia vita costruita,ma che credo corrisponda a un qualcosa di estremamente istintivo,dato dalla mia irrisoria età,ed al semplice fatto di essere così impercettibilmente viva e pulsante come spero e credo di rimanere per sempre!